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Gratuito patrocinio

«"La legge è uguale per tutti"

è una bella frase che rincuora il povero, quando la vede scritta sopra le teste dei giudici,

sulla parete di fondo delle aule giudiziarie;

ma quando si accorge che, per invocar la uguaglianza della legge a sua difesa,

è indispensabile l'aiuto di quella ricchezza che egli non ha,

allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria»

Piero calamandrei

Gli Avvocati dello studio sono iscritti all'albo dei difensori abilitati al patrocinio a spese dello Stato in materia di diritto civile, diritto previdenziale, diritto penale, diritto del lavoro. Offrono pertanto assistenza, nelle materie indicate, alle persone non abbienti in base ai requisiti richiesti per l'ammissione al gratuito patrocinio.

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO (Legge 134/2001 – T.U. 115/2002)

Cos'é

Al fine di essere rappresentate in giudizio, sia per agire che per difendersi, le persone non abbienti possono richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, usufruendo dell'istituto del Patrocinio a spese dello Stato.

A quali condizioni di reddito può essere richiesto

Per essere ammessi al Patrocinio a spese dello Stato, è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore ad € 11.528,41. Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante. Eccezione: si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi. 

Nel solo ambito dei procedimenti penali, la regola che impone la somma di tutti i redditi prodotti dai componenti della famiglia è contemperata dalla previsione di un aumento del limite di reddito, che è elevato ad € 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi. Quindi, ad esempio, se il richiedente convive col coniuge senza figli, verrà ammesso al gratuito patrocinio se il reddito complessivo, suo e del coniuge, non supera l'importo di €12.561,32  (11.528,41 + 1.032,91).

 

Patrocinio a spese dello Stato IN MATERIA CIVILE

Il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso nell'ambito dei giudizi civili, amministrativi, contabili o tributari già pendenti ed anche nelle controversie civili, amministrative, contabili o tributarie per le quali si intende agire in giudizio.

Chi può richiedere l'ammissione in ambito civile
Purché le loro pretese non risultino manifestatamene infondate, possono richiederlo:
- i cittadini italiani;
- gli stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare;
- gli apolidi;
- gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.
L'ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio. Se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente, non può utilizzare il beneficio per proporre impugnazione.

Patrocinio a spese dello Stato IN MATERIA PENALE

Per essere ammessi al Patrocinio a spese dello Stato, anche in ambito penale è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore ad € 11.528,41
Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante.
La regola che impone la somma di tutti i redditi prodotti dai componenti della famiglia è, in questo caso, contemperata dalla previsione di un aumento del limite di reddito che, a norma dell'art.92 del T.U., è elevato ad € 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi. Quindi, ad esempio, se il richiedente convive col coniuge senza figli, verrà ammesso al gratuito patrocinio se il reddito complessivo, suo e del coniuge, non supera l'importo di (11.528,41 + 1.032,91).

Chi può richiedere l'ammissione in ambito penale
Possono richiederlo:
- i cittadini italiani;
- gli stranieri e gli apolidi regolarmente residenti nello Stato;
- indagato, imputato, condannato, offeso dal reato, danneggiato che intendano costituirsi parte civile, responsabile civile o civilmente obbligato per l'ammenda;
- da chi (offeso dal reato – danneggiato) intenda esercitare azione civile per risarcimento del danno e restituzioni derivanti da reato.
L'ammissione può essere richiesta (e se concessa è valida) per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure derivante ed incidentali, comunque connesse, salvo nella fase dell'esecuzione, nel procedimento di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nei processi relativi all'applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione o per quelli di competenza del tribunale di Sorveglianza (in questi casi occorre presentare autonoma richiesta di ammissione al beneficio).

GRATUITO PATROCINIO: SCHEMA DEI REDDITI DA COMPUTARE O MENO NELLA DETERMINAZIONE DEL TETTO REDDITUALE CHE CONSENTE L’AMMISSIONE ALL’ASSISTENZA LEGALE A SPESE DELLO STATO.

Ai soli fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, deve essere considerato il SOLO reddito delle persone fisiche (IRPEF).

L’ammissione al gratuito patrocinio è riservata solo a coloro il cui reddito non supera la soglia di reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi, di € 11.528,41

Qualora il patrocinio a spese dello Stato venga però richiesto per una difesa in un processo penale e il soggetto richiedente l’assistenza legale conviva con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante (comma 2), ma il tetto reddituale,  è maggiorato di € 1.032,91 per ciascuno dei detti familiari conviventi (articolo 92).

I singoli redditi del richiedente vanno indicati in sommatoria per come riassunti in via esemplificativa nella tabella sottostante, e ad essi vanno poi detratti gli oneri deducibili (prima casa, familiari a carico etc.). L’elencazione sottostante non ha valore tassativo ed ogni cespite reddituale percepito deve essere verificato anche a mezzo della consulenza del proprio fiscalista.

SCHEMA DEI REDDITI DA COMPUTARE O MENO NELLA DETERMINAZIONE DEL TETTO REDDITUALE

 

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